Descrizione Progetto

IL PROGETTO:

L’istruzione è la base dello sviluppo di qualsiasi paese, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto, da quello sociale ed umano.
L’istruzione regala una “coscienza”, la possibilità di scegliere, di guardare oltre, allargando i propri orizzonti. Insegna ad essere tollerante e capace di rispettare soprattutto chi è diverso da noi.
“Amici per la Vita”, sostiene finanziariamente le missioni dei Padri Missionari Carmelitani Scalzi in Centrafrica, perché tutto ciò si possa realizzare, in un territorio martoriato dalla guerra, dall’instabilità politica e sociale, devastato dall’AIDS. Un territorio che fatica ad offrire prospettive di vita e speranze nel futuro a queste popolazioni.

Tasso di alfabetizzazione 56%
Giovani che hanno meno di 30 anni! 75%

Il futuro delle scuole

Nei villaggi nella savana ancora tanti bambini vanno a scuola in una capanna di paglia e argilla.
Sono opere possibili:
– nuovi locali in muratura;
– attrezzatura adeguata (banchi scolastici realizzati sul posto).
L’elevato numero di giovani studenti richiederebbe l’assunzione di nuovi maestri.
Ma il numero d’insegnanti non è sufficiente a coprire le necessità del paese (a volte si è costretti a reclutare una categoria di personale non qualificato adeguatamente). Sono quindi necessari corsi di formazione.
Anche le scuole pubbliche hanno bisogno di sostegno perché più bambini possibili abbiano accesso almeno all’istruzione elementare.

 

Vorremmo raccogliere questa sfida:

aiutare l’Africa restando in Africa e aiutare i giovani africani a non prendere un barcone… perché in Africa, e in modo particolare in Centrafrica, c’è molto da costruire per la prima volta e c’è bisogno di chi sia capace a farlo con competenza, determinazione e onestà.

Perché aiutare i giovani centrafricani ad andare a scuola?

Centrafrica? Chi è costui? Sarà probabilmente da qualche parte nell’Africa Centrale…
La Repubblica Centrafricana è un paese per davvero, anche se ai più è sconosciuto. È grande due volte l’Italia e si trova proprio nel cuore dell’Africa: nella lingua locale Centrafrica si dice Be-Afrika, che significa appunto Cuore dell’Africa. Un grande paese, quindi, ma con una popolazione di soltanto 4.600.000 abitanti, a causa di un’aspettativa di vita, di solo 51 anni e di un alto tasso di mortalità infantile (quasi il 10%).
Ex-colonia francese (all’epoca si chiamava Oubangui-Chari), indipendente dal 1960, il Centrafrica è uno dei tre paesi più poveri del pianeta. Ricco di acqua, terre coltivabili e fertili, legname, oro, diamanti, uranio e petrolio, arranca da sempre sulla via dello sviluppo e, paradossalmente, sembra quasi regredire. Dal 2012, inoltre, a causa di una guerra civile scoppiata dopo l’ennesimo colpo di stato, il paese non trova ancora né una pace stabile né uno sviluppo vero. Tale guerra ha provocato un grande movimento di profughi (all’interno come verso l’esterno del paese) e una generale insicurezza sull’intero territorio. Solo l’intervento dell’esercito francese ha evitato che gli scontri degenerassero in una carneficina. Il paese è precipitato per circa tre anni in un baratro di paura e di guerriglia da cui sembrava impossibile uscire. Attualmente,soprattutto dopo la visita di papa Francesco, nel novembre 2015, la situazione è leggermente migliorata – almeno in capitale, ma non nelle provincie – grazie anche all’elezione di un nuovo presidente e alla presenza di una missione ONU (Minusca), forte di ben 12.000 uomini dislocati sull’intero territorio.
Il cammino da fare è tanto e tutto in salita. Il Centrafrica ha ancora bisogno dell’aiuto internazionale per uscire dalla povertà e dal sottosviluppo. La sua vera ricchezza non sono né i diamanti né il petrolio, ma l’enorme massa di giovani: il 75% della popolazione meno di 30 anni!

Al Carmel di Bangui – la capitale del paese – dal 2013 è iniziato un progetto di mini-borse di studio per aiutare bambini, ragazzi e giovani a tornare a scuola dopo la guerra e nonostante la guerra. Il tasso di alfabetizzazione del Centrafrica è fermo da anni al 56%. Siamo più che convinti che chi sa leggere e scrivere è meno povero e meno vulnerabile. Un giovane non istruito e senza lavoro diventa una preda facile da reclutare da parte dei gruppi ribelli che ancora infestano vaste zone del paese. Il nostro progetto (dal 2016 sostenuto attraverso delle raccolte di fondi, anche dall’Associazione Amici per la Vita Onlus di Milano) vuole quindi permettere a bambini e bambine delle scuole elementare, ragazzi e ragazze delle scuole medie e superiori, giovani universitari… di poter fare una cosa così normale come andare a scuola. Sono soprattutto questi ultimi – gli universitari – che ci stanno particolarmente a cuore. È abbastanza consueto associare l’Africa a frotte di bambini. Ma i bambini crescono e diventati grandi, hanno il legittimo desiderio di continuare gli studi universitari. Questi giovani – che erano i bambini di qualche anno fa – non sono il futuro del Centrafrica, ma il presente. Purtroppo il Centrafrica manca enormemente di personale competente in molti ambiti: amministratori, imprenditori, medici, insegnanti, avvocati, ingegneri.

LE SCUOLE DELLA MISSIONE

Progettiamo il futuro delle scuole

Nei villaggi nella savana ancora tanti bambini vanno a scuola in una capanna di paglia e argilla. Sono opere possibili:

  • Nuovi locali in muratura

  • Attrezzatura adeguata (banchi scolastici realizzati sul posto)

L’elevato numero di giovani studenti richiederebbe l’assunzione di nuovi maestri. Ma il numero d’insegnanti non è sufficiente a coprire le necessità del paese (a volte si è costretti a reclutare una categoria di personale non qualificato adeguatamente). Sono quindi necessari corsi di formazione. Anche le scuole pubbliche hanno bisogno di sostegno perché più bambini possibili abbiano accesso almeno all’istruzione elementare.

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“Chi apre una scuola chiude una prigione.”

Victor Hugo

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